La Fenice ASD


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Le nostre foto

Dicono di noi

Dopo gli ottimi risultati delle finali regionali, Varesenews torna a parlare di noi. Clicca su questo link per leggerlo!!!!!!!!!.

Ecco l'articolo pubblicato su Varesenews lunedì 3 marzo dopo le belle prove nelle gare di Gymteam, Coppa Italia e GPT. Per vedere l'articolo clicca qui

Racconti

Quando si racconta si dona una parte di sè ...........dopo tanto tempo finalmente tornano i nostri racconti 

Un allenamento collettivo

Poco tempo fa, la nostra società, la Varesina, Sesto 76 e la Pro Patria Bustese, hanno deciso di fare degli allenamenti insieme. Il primo allenamento si è tenuto il 6 novembre a Busto Arsizio. Quando siamo arrivate ci siamo sistemate in uno spogliatoio e ci siamo preparate. Abbiamo incominciato con una corsa girando attorno agli attrezzi. Dopo di che abbiamo composto delle file da sei o sette bambini e abbiamo eseguito gli esercizi dati dall’istruttrice. Finito il riscaldamento ci hanno diviso in quattro gruppi e io ero nel quarto. Insieme a me c’era Diletta, una mia compagna, mentre le altre nostre compagne sono state divise in altri gruppi. Il primo attrezzo è stato il volteggio, poi  le parallele, la trave, la corsia facillitante e per finire il trampolone. Gli altri gruppi hanno eseguito un percorso, ma tutti hanno usato gli stessi attrezzi. Le insegnanti erano simpatiche. Alla fine dell’allenamento abbiamo fatto una foto tutte insieme e poi via a cambiarci.

Eravamo stanchissime, ma è stato divertente.

Maddalena

LA MIA PRIMA VOLTA A TENERO

L’esperienza a Tenero è stata unica per me e vorrei riandarci almeno un milione di volte.

Appena siamo entrate ho subito pensato che non fosse tanto bello ma invece è stato bellissimo.

La palestra era immensa con: parallele, trampolone, facilitante e molte altre cose.

Dormivamo nelle tende con i nostri sacchi a pelo.

Eravamo in 10 bambine ed è stato favolosoooo!

Il primo giorno siamo andate in palestra e ci siamo esercitate molto ma non tanto da essere esauste!!! Così quando siamo tornate nelle nostre tende ci siamo divertite tantissimo, abbiamo giocato e riso tanto tutte insieme.

All’ora di cena siamo andate a mangiare in una mensa al campeggio e il cibo era buonissimo. È stata una giornata indimenticabile, la prima volta che ho dormito fuori casa insieme alle mie amiche ed è andato tutto al meglio.

Il giorno dopo abbiamo fatto un altro allenamento ma poi purtroppo nel pomeriggio siamo dovute tornare a casa. Sarebbe stato bello fermarsi ancora per qualche giorno.

È stata un’esperienza FAVOLOSA... Grazie alle mie compagne di ginnastica e alla mia allenatrice Loredana.

 

Greta Delia

 

LA MIA ESPERIENZA AL CENTRO SPORTIVO DI TENERO

Quest’estate siamo state al Centro Sportivo di Tenero.

È stata un’esperienza unica. Ci è dispiaciuto un po’ per le compagne che non sono potute venire perchè abbiamo avuto la possibilità di allenarci in palestre meravigliose e molto attrezzate. La prima palestra in cui ci siamo recate non era molto bella. La seconda, invece, era fantastica! C’erano moltisisme parallele asimmetriche tra cui una in buca grazie alla quale siamo riuscite ad apprendere nuovi esercizi. Il trampolone rispondeva da matti e c’era una specie di “striscia rimbalzante”. Vi erano molte travi di cui una addirittura “alta”! Con quella trave abbiamo provato i salti in avanti, anche perchè c’erano materassi più morbidi di quelli della nostra palestra.

Tutti gli attrezzi erano vicini tra loro, risultando quasi “ammucchiati”. L’unico problema di quella palestra è che era un po’ lontana dal Centro Tenero. Noi abbiamo dormito in capannoni nei nostri sacchi a pelo.

Il primo pomeriggio abbiamo fatto il bagno al lago. Quell’acqua era torbida per via della schifosa melma dal colore verdastro, presente in fondo a quel bacino d’acqua tiepida. Ci siamo comunque divertite molto nello scivolare dallo scivolo di una piattaforma in mezzo al lago.

Il cibo della Mensa non era male, c’era pure il dessert (purtroppo solo a cena...).

La sera siamo andate al campo da Beach Volley. Prima di andare a dormire abbiamo raccontato storie divertenti.

Nessuno voleva dormire, quella notte!

Oltre a noi erano venute le istruttrici e ”le grandone”delle medie e superiori. Sono venute anche “le piccole” (della nostra eta’) di ritmica. Alla fine di questa esperienza meravigliosa sono venuti a prenderci i nostri genitori per tornare a casa.

È stato bellissimo.

Sofia

 

PESARO 2016 GYMTEAM

Anche quest’anno noi ragazze di terza fascia, siamo riuscite a qualificarci per i campionati nazionali di gymteam. La stagione passata è stata ricca di sacrifici, nuove difficoltà, pianti, ma anche momenti di gioia, soddisfazioni e sostegno reciproco.

Dopo un lungo e interminabile viaggio siamo giunte al palazzetto (sfortunatamente andato in fiamme pochi giorni prima), abbiamo dovuto affrontare subito le prove degli attrezzi, che al posto di tranquillizzarci hanno aggiunto preoccupazione a quella già presente dentro di noi.

Il giorno seguente, quello decisivo in cui avremmo dovuto svolgere la nostra gara, era arrivato.

L’ansia si fa padrona di tutti i nostri corpi e lavoriamo per tenerla sotto controllo, infatti per tutto il riscaldamento restiamo concentrate e in silenzio. Quando saliamo sull’attrezzo iniziamo a pensare: tutti i nostri sforzi, i nostri pianti, i sacrifici di un intero anno di duro lavoro si decidono in quei pochi minuti della nostra performance.  Ed è allora che accumuli tutta la tua grinta, potenza e determinazione per dare il meglio di te.

Finiamo gli attrezzi; non potevamo fare meglio di così, abbiamo fatto tutto al massimo delle nostre capacità e non potevamo essere più felici… o almeno lo credevamo.

Iniziano le premiazioni,  nomi di società scorrono nella voce del presentatore finché arriva la classifica di pedana facilitante, l’attrezzo più importante per noi, che quell’anno ci aveva fatto passare le pene dell’inferno. All’ottavo posto viene chiamata una società che aveva un punteggio più basso del nostro, quindi realizziamo di essere già fra le prime dieci. Ma i nomi vanno avanti, le posizioni vengono occupate e a noi viene il dubbio di aver letto il risultato sbagliato. “è impossibile!” dicevamo; finché sentiamo: “al secondo posto la Fenice squadra B”. iniziamo ad esultare e ad urlare, poi corriamo su quel podio che ci sembrava così irraggiungibile. Piangiamo di gioia quando solleviamo la coppa, mentre le nostre istruttrici ci sorridono commosse. Loro hanno sempre creduto in noi anche quando ci eravamo quasi arrese e vederle così, fiere di noi, è stata una gioia grandissima.

Festeggiamo fuori dal palazzetto tra canti, pianti e fotografie.

È stata la soddisfazione più grande della nostra carriera da ginnaste e nulla cancellerà mai quei ricordi felici e spensierati della nostra vita perché questo risultato è giunto grazie all’unione della nostra squadra e non ci ringrazieremo mai abbastanza fra di noi.

Bogni Sveva, De Bortoli Sara, Succu Alessia, Valli Sara.

 

SINCROGYM REGIONALE

"L’aria che respiriamo è quella che ci fa volare"

5 APRILE 2014 – ORE 15.00

Noi sette ginnaste, divise nello spazio ma unite nella mente e nelle azioni, ci stiamo preparando: body, tuta, mezzepunte, trucco, lacca, gel … ma dove sono le forcine?

Siamo pronte, destinazione: Parabiago, sede del torneo Sincrogym. Durante il tragitto, mentre ogni kilometro trascorre in un’eternità, ci immaginiamo già su quella grande pedana bianca, e ripassiamo l’esercizio, non solo nella sua totalità, ma ogni singolo movimento da fare con le braccia, ogni singola oscillazione del busto; ci incontriamo fuori dal palazzetto e andiamo verso gli spogliatoi. Stranamente siamo silenziose, evidentemente l’ansia inizia a crescere in ognuna di noi: dopo la zonale, nella quale non avevamo raggiunto il risultato che speravamo, gli allenamenti erano stati più intensi e non sempre tutto riusciva al meglio.

ORE 17.00

La voce metallica della presentatrice annuncia l’inizio della gara: dopo qualche esercizio delle squadre avversarie, le prime a scendere in pedana sarebbero state le nostre due coppie. Il cuore batte a mille, le gambe tremano e le mani sudano; la nostra allenatrice è li accanto a noi, pronta con il suo rituale che precede ogni ingresso in pedana: "relevè, gambe tese, spalle basse, le scapole si toccano" e tutto questo seguito da una pacca sul sedere che ci da quella sicurezza che tante volte ci manca, quella certezza di poter far bene. Gli esercizi delle coppie terminano con solo qualche imprecisione, e dieci minuti dopo l’intera squadra è a bordo pedana, pronta per il collettivo combinato.

Mentre la musica scorre, sembriamo più cariche che mai e le paure sembrano essere svanite. Uscendo dalla pedana, felici e ormai rilassate, Natasha ci attende per farci i complimenti.

Aspettiamo il termine della gara, preparandoci intanto per la sfilata finale e le successive premiazioni. Vengono chiamate sul podio le vincitrici, e di seguito viene letta l’intera classifica: ed ecco la qualifica per le nazionali di Pesaro !!!

A bombazza

Le ragazze della Ritmica

 

Le sensazioni che abbiamo provato durante la nostra prima gara 

All’inizio eravamo emozionate per la nostra prima gara poi ci siamo tranquillizzate perchè abbiamo fatto le prove.

Eravamo in tantissime e tutte con un bellissimo body colorato in modo diverso, dopo una lunga attesa è arrivato il momento della gara …. Il cuore ci batteva a mille ma ce l’abbiamo fatta: prima la gara al suolo poi alla trave ed infine trampolino.

Speravamo di arrivare tra le prime ma per esser stata la prima gara siamo molto soddisfatte del nostro risultato … speriamo di fare sempre del nostro meglio!!!

Giorgia e Nicole (Artistica pre-agonistia I fascia)

 

La gara di Merate.

Dopo settimane di preparazione, ecco il grande giorno. La gara era lì dietro l’angolo, solo qualche ora all’inizio.

Già alzata sentivo l’ansia arrivare, avevo fatto nottata avendo dormito 1-2 ore …meno male che in viaggio per andare a Merate c’era la mia migliore amica. La strada sembrava non finire più, invece di durare un’ora sembravano quattro giorni. Arrivate al campo gara con un po’ di anticipo, si sentiva l’ansia addosso.

Quando abbiamo iniziato a riscaldarci mi sono resa conto di essere sul campo gara. Ho iniziato a provare la trave e l’ho fatta tutta giusta, la stessa cosa per il corpo libero, solo una imprecisione.

Abbiano iniziato con il corpo libero ero la prima, saluto i giudici e inizio l’esercizio senza respirare tutto d’un fiato. Poi trave, ero la seconda, saluto ancora il giudice e parto con l’esercizio, durante il mezzo giro cado e d’un tratto mi sento il mondo addosso però mi sono alzata e ho continuato. Ultimo attrezzo il trampolino, io non l’ho fatto ma le mie amiche sono state bravissime.

Al termine della gara c’è stata la premiazione, siamo arrivate 6 su 8 squadre e ci siamo qualificate per le fasi regionali, questo era l’importante.

Questa gara è stata una bella esperienza.

Nicole (Artistica pre-agonistica II fascia)

 

Gita a Torino                

8 marzo, una stupenda giornata di primavera saluta la partenza di giovani atlete, istruttori e genitori per Torino, la meta è il PalaRuffini dove assistere alla seconda prova del Campionato Nazionale di ginnastica artistica serie A1 e A2.

Accompagnati dalla vitalità e dall’allegria delle atlete più giovani, lentamente lentamente (il pullman non ha mai superato gli 80 Km/h), arriviamo a destinazione, saliamo sugli spalti posizioniamo lo striscione della Fenice abilmente dipinto da mamma Gusmeroli e prendiamo posto in tempo per vedere le ultime prove della serie A2 che ci ha regalato, fra le altre, l’emozione di ammirare una impareggiabile prestazione al corpo libero di Adriana Crisci; il palazzetto è gremito da oltre 4.500 persone e nell’arco della giornata si alternano nei loro esercizi circa 250 atleti, trovarsi in questo contesto è veramente entusiasmante!

Il pomeriggio trascorre in allegria, fra le varie corse da parte delle nostre ragazzine alla ricerca di autografi e il tentativo, anche riuscito, da parte di taluni genitori di farsi fotografare al fianco di qualche atleta.

Nel corso delle gare di A1 fra le varie esibizioni dei numerosi atleti osserviamo le eccellenti performance di Vanessa Ferrari, Elisabetta Preziosa, dell’olimpionico Enrico Pozzo e del campione italiano Alberto Busnari.

La giornata, per i meno stanchi, si conclude in pizzeria ridendo e commentando allegramente i momenti appena vissuti.

Questa è stata la prima gita organizzata dalla Fenice e, per come è parso essere stata vissuta dai partecipanti, immagino possa essere un’esperienza positiva da riproporre, nel segno di una sempre maggiore condivisione di vissuto fra i vari soggetti che insieme contribuiscono alla vita della nostra Società.

Piero (consigliere)

 

La gara di domenica

"il 2 marzo abbiamo effettuato la gara del Gymteam, era a Vedano Olona. Mentre ero in auto stavo pensando a cosa avrei dovuto fare circa due ore dopo. Ero emozionata, avevo il timore e l'ansia di sbagliare. Arrivate là, dopo aver visto la palestra, mi sono come.... immobilizzata. Durante la prova a trampolino il primo salto l'avevo invertito con il secondo. Sempre più ansia e paura.

Inizia la gara: il primo attrezzo, facilitante, io non lo facevo, ero insieme a Clara a tifare e ad applaudire per i miei compagni di squadra con il cuore in gola per paura che sbagliassero. La prima ondata è andata bene, dopo venti secondi anche la seconda ondata e dopo altri trenta secondi anche la terza. Felici dei salti eseguiti, andammo alla postazione prevista.

Collettivo: ero sicura di poterlo fare bene, ma nell'equilibrio mi sono sbilanciata. Dal momento in cui avevo eseguito l'equilibrio, ho avuto il magone e il terrore di aver sbagliato. Alla fine dell'esercizio ci siamo abbracciate e consolate.

Trampolino: eravamo preoccupate e rattristate per il collettivo, ma i salti li abbiamo eseguiti abbastanza bene. Alla premiazione contenta delle coppe delle altre squadre, sono tornata a casa. E' stata una giornata impegnativa, ma con buoni risultati, perciò sono contenta di quello che abbiamo realizzato"

Isabella I fascia femminile

Filosofia sportiva

Carta dei diritti dei ragazzi allo sport:              

  • diritto di fare dello sport
  • diritto di fare dello sport per puro piacere e di giocare come un bambino
  • diritto di beneficiare di un luogo sano
  • diritto di essere rispettato e trattato con dignità
  • diritto di essere allenato e circondato da persone competenti
  • diritto di partecipare ad allenamenti e competizioni adatti alle proprie capacità
  • diritto di misurarsi con gli altri giovani che hanno le stesse probabilità di successo
  • diritto di fare dello sport per la salute in tutta sicurezza e senza doping
  • diritto di avere dei tempi di riposo
  • diritto di essere o non essere un campione

Commissione tempo libero ONU - Ginevra 1992

Ogni persona per diventare adulta necessita di credere in se stessa, nelle proprie qualità e nelle proprie forze. Lo sport conduce lungo questo percorso di crescita in maniera attenta, perchè pone il bambino al centro del processo formativo stimolando quelle caratteristiche psico/fisiche necessarie alla vita

Coraggio, altruismo e fantasia                                                                    

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte sul campo di pallone e terra e polvere che tira vento e poi magari piove.

Nino cammina che sembra un uomo, con le scarpette di gomma dura, dodici anni e il cuore pieno di paura.

Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,

un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.

E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori che non hanno vinto mai

ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar,

e sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai.

Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.

Nino capì fin dal primo momento, l'allenatore sembrava contento e allora mise il cuore dentro alle scarpe e corse più veloce del vento.

Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato,

entrò nell'area, tirò senza guardare ed il portiere lo fece passare.

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,

un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.

Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

(La leva calcistica della classe ’68 – Francesco De Gregori)

Il modello anglosassone di resilienza: I have, I am, I can.                       

Io ho: 

-          persone che mi circondano di cui mi fido e a cui voglio bene; 

-          persone che mi pongono dei limiti, così che io sappia fino a che punto posso arrivare e dove mi posso fermare; 

-          persone che con i loro comportamenti costituiscono per me un esempio; 

-          persone che vogliono che io impari a fare le cose da solo; 

-          persone che mi aiutano quando sono in pericolo, sono malato e ho bisogno di imparare. 

Io sono: 

-          una persona che può piacere e che può essere amata; 

-          contento di fare le cose per gli altri; 

-          responsabile delle mie azioni; 

-          una persona che ha rispetto per se stessa e per gli altri. 

Io posso:  

-          parlare agli altri di cose che mi preoccupano e mi spaventano; 

-          trovare il modo di risolvere i problemi che incontro; 

-          controllarmi; 

-          trovare qualcuno che mi aiuti quando ne ho bisogno 

(Educare alla resilienza)

VALORE                                        

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno animale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in  tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabando, la clausura delle monaca, la pazienza del condannato, qualcunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca - da: Opera sull'acqua e altre poesie.

NELLE MANI DEL DESTINO                                                                                                                      

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.

Durante la marcia si fermò a un tempio scintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino”.

Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.

“Nessuno può cambiare il suo destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. “No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

A cura di Nyogen Senzaki, Paul Reps - traduzione di Adriana Motti - 101 storie Zen

 

"Lo sport è metafora della vita. Essere campioni significa non prendere scorciatoie per raggiungere i propri sogni". Un messaggio semplice ma profondo per dire no al bullismo in ogni sua forma e, sopratutto, per spingere i giovani ad impegnarsi per raggiungere i propri sogni e superare, con onestà e rispetto, le sfide quotidiane. 

 

Segreteria

ORARI SEGRETERIA ANNO SPORTIVO 2017-2018

 Lunedì dalle ore 18.00 alle ore 19.30

Martedì dalle ore 18.00 alle ore 19.30

Mercoledì dalle ore 17.30 alle ore 18.30

Giovedì dalle ore 18.00 alle ore 20.00

Venerdì dalle ore 17.00 alle ore 18.00

Il primo Mercoledì del mese dalle ore 19.15 alle ore 20.15

 

PROVE

Per gli atleti in prova è necessario lasciare il proprio nominativo in segreteria.

Le prove sono due gratuite e dovranno essere consecutive.

 

ISCRIZIONI

Obbligatorio per l'iscrizione il certificato di buona salute rilasciato dal medico di base o da un medico della medicina sportiva.

All'atto dell'iscrizione portare con se il codice fiscale dell'atleta.

 

 

Avvisi Gare

Al momento non ci sono gare in programma.

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